Andrea La Mantia: il trionfo dell’ umiltà e metafora di speranza.

    Dalle derisioni televisive al gol alla Fiorentina. Ritratto di Andrea La Mantia: il trionfo dell’ umiltà e metafora di speranza. “Ci sono persone che sanno tutto, e purtroppo è tutto quello che sanno”.
    (Oscar Wilde)

    Sabato 30 novembre il posticipo di Serie A pone di fronte una sfida dal grande fascino, se non altro per la grande bellezza artistica che emanano le città in questione. Fiorentina-Lecce è una sfida nella sfida perché da un lato abbiamo Firenze, nota a tutti come la culla del Rinascimento che, con i suoi monumenti rappresenta uno dei più bei musei a cielo aperto del mondo. Dall’ altra parte Lecce, un piccolo gioiello nel “Sud del Sud dei Santi” (citazione di Carmelo Bene) e capitale del Barocco, proprio per questo motivo soprannominata la “Firenze del Sud”. Un’ etichetta che al leccese non sta né larga né stretta, in quanto non motivo di vanto, consapevole e orgoglioso delle proprie radici meridionali e contadine. La partita termina con la vittoria dei giallorossi di Fabio Liverani per 1-0 grazie a un gol del ritrovato bomber Andrea La Mantia.

    Si sa che l’ etica in Italia ormai viaggia su binari oscuri e senza meta, il rispetto è un lusso che molti non possono permettersi, giustificati dal fatto che in epoche buie come questa è difficile anche che ne conoscano i parametri. In questo clima di decadenza generale, in cui la politica purtroppo ha fatto la sua oscura parte, a ognuno è concesso di parlare a vanvera per deridere il prossimo pur di portare audience o guadagnarsi il suo momento di misera notorietà.

    Proprio così, perché durante la partita Fiorentina-Lecce nella nota trasmissione “A Tutto Gol” in onda su Toscana TV, condotta dal giornalista Giorgio Micheletti insieme a Greta Battaglia con ospiti della serata  Raffaello Paloscia,  Roberto Galbiati, Galdieron Gabriele e Vittorio Betti, è andato in scena uno spettacolo disgustoso, quanto raccapricciante ed arrogante nei contenuti. Per circa 50 minuti gli ospiti della trasmissione non hanno fatto altro che deridere e prendere in giro spesso e volentieri Andrea La Mantia con frasi come “la Fiorentina gioca in 12…La Mantia gioca con la Fiorentina” (Roberto Galbiati) oppure “La Mantia può giocare in Lega Pro” (Vittorio Betti), fino al gol siglato proprio dal centravanti romano in forza al Lecce che ha imbarazzato anche il povero conduttore Micheletti per la magra figura fatta, fino a quel momento, dagli interventi, vittima a quel punto di una sorta di legge del contrappasso che a Firenze sembra proprio non abbiano compreso come funzioni. A patto che la conoscano realmente.

    Ma si sa del resto che chi si dà delle arie lo fa per la propria insicurezza, così come chi guarda i difetti altrui lo fa per mascherare o non voler riconoscere i propri, per non parlare di chi esprime facili giudizi che è vittima incontrastata dell’ invidia che piano piano finirà per logorarlo.

    Del resto i fiorentini sono così, un po’ spocchiosi e desiderosi di sentirsi superiori a priori, senza dimostrare di esserlo realmente. Snob quanto basta e con la puzzina sotto il naso che non gli permette di riconoscere il valore e i meriti negli altri soggetti. Del resto lo avremmo potuto capire tutti questo comportamento, visto che la storia parla da sé e molto recentemente ne ha riproposto i caratteri facendoci avere come Presidente del Consiglio guarda caso un fiorentino come Matteo Renzi, non molto distante da certe connotati sociali.

    Una delle regole dello sport è che l’ avversario va sempre rispettato e mai sbeffeggiato per i suoi limiti tecnici. I valori dello sport parlano chiaro, si vince e si perde sul campo, con dignità e senza derisione. Ma questo i fiorentini non lo sanno, purtroppo!

    Andrea La Mantia, con le sue doti ed i suoi limiti, rappresenta la speranza che ogni uomo nella vita può farcela grazie al lavoro sodo, alla forza di volontà e alla determinazione. Rappresenta l’ umiltà di rimanere al proprio posto in silenzio quando veniva escluso dalla formazione titolare, per non turbare la serenità del gruppo. Rappresenta ancora l’ attaccamento e il rispetto per quella maglia, che a Lecce è una cosa sacra. I tifosi questo lo sanno e per tale motivo lo sostengono al di là dei limiti tecnici che uno può avere. Un ragazzo d’ oro che dopo aver realizzato 17 gol nel campionato scorso in B si è ritrovato come per magia in Serie A, vivendo un sogno più grande di lui ma soprattutto regalando una gioia e una realtà concreta a tutto il Salento.

    Ecco chi è Andrea La Mantia, uno che, partito in sordina, si è ritagliato il suo spazio e che fin ora ha realizzato due gol in Serie A giocando spesso spezzoni di gara. Uno nato per regalare gioie alle persone e che porta con se dei valori umani che oggi sono merce rara.

    Ad Andrea va tutta la solidarietà e la riconoscenza non solo dei tifosi del Lecce o amanti di calcio, ma di tutti coloro che condividono i valori del rispetto reciproco punto indispensabile per la sana convivenza tra gli esseri umani.
    Continua per la tua strada Andrea e “non ti curar di loro ma guarda e passa anzi… segna!!!

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