Allungano Bitonto e Foggia, ci crede Sorrento, Taranto sprofonda

La squalifiche di Biason e Patierno non interrompono il cammino del Bitonto. Il redivivo Lattanzio (e Vacca) evidenziano, con un sonante quattro a zero, la pochezza attuale dell’Andria rimaneggiata dalle molte operazioni di mercato e dallo scarso potenziale tecnico di chi è andato in campo. Fatto è che i neroverdi continuano, con merito, nella loro corsa in vetta. Vantano anche il miglior attacco (25) e la miglior difesa (4).

Bastano i primi 45 minuti al Foggia per sbarazzarsi di un modesto avversario come Gelbison. Una gara che non ha storia e che aiuta Ninni Corda ad allontanare i mugugni sorti in settimana per l’imprevista eliminazione dalla Coppa Italia. Attenzione ai rossoneri, il mestiere e la “scaltrezza” dell’allenatore sardo, uniti a una campagna trasferimento che si annuncia interessante, li pone autorevolmente tra i candidati alla promozione.

Chi non finisce di meravigliare è il Sorrento. Mette sotto l’Altamura e comincia a credere nei play off. Ragazzini terribili quelli allenati da Enzo Maiuri. Le difficoltà di inizio campionato sono finite nel dimenticatoio. Due sole sconfitte e seconda difesa del campionato autorizzano i rossoneri a pensare in grande.
Il Fasano esce a testa alta dal confronto con il Casarano. Tra i padroni di casa , dall’avvento di Bitetto sulla panchina dei salentini, si sta mettendo in luce Nicolino Russo, un tarantino doc dalle qualità tecniche indiscutibili. Anche Foggia, in ombra nella parte iniziale del campionato, sembra un calciatore rigenerato. Mettono entrambi lo zampino sulla vittoria che porta i rossoblu al terzo posto (alla pari con il Sorrento). Nel primo tempo il Fasano spreca. Un gol annullato e occasioni favorevoli banalmente sbagliate avrebbero dato un altro volto al risultato finale.

A Cerignola, quando la partita sembrava finita, con la vittoria dei padroni di casa (doppietta del solito Rodriguez), improvviso risveglio del Gravina. Bottari pesca in area Botti che in splendida solitudine e con una “sforbiciata” d’autore zittisce il Monterisi. Si interrompe per gli uomini di Feola la marcia di avvicinamento alla vetta. Appaiano il Taranto a due punti dai play off. Domenica prossima allo Iacovone partita clou della giornata.

Terza sconfitta consecutiva per il Taranto. Nove punti di distacco dalla vetta, tre dalla zona play (inutile per i rossoblu che non potrebbero essere ripescati). I dubbi leciti su un paio di gol annullati ed un rigore non concesso non dissipano le critiche sul mediocre rendimento di una squadra che sembra aver smarrito i suoi connotati. Certamente la terna arbitrale, di sabato scorso, non era nella giornata migliore. Il fermo immagine sulle azioni contestate da ampiamente ragione ai giocatori tarantini.

Per di più non sostiene la squadra il clima di contestazione che si è instaurato allo Iacovone. Il coro “vergognatevi” “vergognatevi” che parte dalla curva e accompagna i giocatori di casa, all’ingresso in campo delle squadre, non aiuta certamente. Ne fa le spese qualche giovane (Pelliccia), ma anche Genchi, Allegrini e qualche altro “over” sembrano subirne le conseguenze. Quelli che dovevano rappresentare i cardini dell’impianto fanno fatica ad offrire un contributo apprezzabile. Gli avanti hanno smarrito la via del gol (oltre 270 minuti di digiuno). Si sbagliano i rigori e si falliscono le occasioni più facili. Favetta, Croce e lo stesso Genchi (irriconoscibile rispetto al passato) sono saliti sul banco degli “imputati”. Guaita l’unico, nell’uscita di sabato, a dare segnali di risveglio. Non preoccupano tanto i nove punti di distanza dalla vetta quanto le sette sconfitte in 15 partite (quattro delle quali allo Iacovone). Mancano determinazione e “fame” di risultati. Panarelli ha l’arduo compito di invertire la rotta. Di certo la squadra costruita in estate, per vincere il campionato, sta evidenziando dei limiti inaspettati, ma non può aver dissipato, in così breve tempo, tutto il suo potenziale tecnico.

Ho già scritto che è ancora presto per tirare le somme. Il campionato è tutto da giocare. Dalla partita di domenica prossima (contro il Cerignola) inizia un nuovo torneo. Sino alla nona del girone di ritorno si giocano scontri diretti (incrociati) che potrebbero risultare determinanti in previsione della volata finale. Quella che a primavera stabilirà chi merita la promozione diretta.

A Genchi e compagni è offerta la passibilità di dimostrare. Massimo Giove (rientrate le sue dimissioni) sta provando in tutti i modi di sollecitare, con le dovute motivazioni, il risveglio del gruppo. Ognuno dimostri allora di possedere attributi e “cazzimma”. Indispensabili per indossare quella maglia.

Nella foto di copertina Allegrini, discusso difensore del Taranto