ALLE SPALLE I FESTEGGIAMENTI, LUCI ACCESE SULL’ISCRIZIONE ALLA C

    Bene amici, come vi preannuncio nel titolo, ormai la gioia e l’euforia (pur enormi e durature) per la splendida promozione lasciano il posto, lentamente, al duro lavoro e l’impegno necessario affinché si possa materialmente iscrivere la squadra al primo gradino del calcio professionistico.

    Vi assicuro che non é compito semplice sia dal punto di vista economico che da quello amministrativo-burocratico. D’altronde mio nonno spesso mi ripete: “E vulut a biciclett? Mo pedal”, nel senso che dietro l’ottenimento di qualsiasi buon risultato si nasconde, spesso, un lavoro non da poco.

    I tifosi e i non addetti ai lavori, non possono e non vogliono occuparsi di questi problemi, ma vivono, giustamente, da un altro punto di vista il campionato. Hanno giustamente diritto a divertirsi e immedesimarsi nel ruolo del Presidente, comprando (ovviamente con la fantasia) i migliori giocatori sul mercato. Oppure nel ruolo dell’allenatore suggerendo tattiche e strategie, spostando di ruolo i vari calciatori oppure impostando a piacimento ritmi di gioco e schemi vincenti.

    Sulle nostre spiagge, ormai, non si parla d’altro che di cessioni di calciatori importanti ed altrettanti acquisti di nomi eccellenti, il tutto per affrontare l’impegnativo campionato della serie C.

    In realtà solo la proprietà, la dirigenza e lo staff tecnico sanno come muoversi nel difficile ambito del calcio vero e non quello “immaginato” e “parlato” che possiamo fare noi.

    Tanto per cominciare, il primo problema da affrontare riguarda la fidejussione e conseguentemente la materiale iscrizione al campionato. Una volta risolto questo problema, ne restano milleee… milleee…. milleeee come canta Orietta Berti nella divertente canzone insieme a Fedez e Lauro.

    Poi, oltre a tutti gli adempimenti di carattere burocratico, bisognerà vedere come si comporterà questa dannata pandemia. Da essa ormai dipende l’affluenza del pubblico negli stadi. Se tutto resta come ora si potrà avere sugli spalti il 30% della capienza massima consentita. Ovviamente si spera che la situazione cambi in meglio, in modo da avere uno stadio pieno di tifosi che si sa, soprattutto a Taranto, costituiscono il dodicesimo giocatore in campo.

    Le iscrizioni poi, come ormai tutte le documentazioni moderne, si fanno telematicamente e quindi non é facile districarsi tra codici di accesso, password, mail, formati pdf e quant’altro. Basta sbagliare un “invio” e ci si ritrova fuori dal campionato senza neanche aver iniziato!

    Comunque tutto lo staff dei rossoblu sa il fatto suo e sicuramente sarà in grado di disputare un campionato all’altezza e anche migliore del precedente.

    Bene, ora invece basta con il calcio burocratico e diamo uno sguardo al calcio giocato. Ovviamente mi riferisco all’Italia che sta continuando la sua avventura negli Europei. Ma é inutile che vi racconti le partite degli azzurri, ci sono già molti miei colleghi che lo fanno.

    Io invece voglio raccontarvi una simpatica storiella… Un giorno un insigne calciatore chiese a donna Rumma di andare a pregare in chiesa perché il suo compagno di squadra si era gravemente infortunato ed era rimasto immobile su di una barella. Mentre donna Rumma si recava in chiesa fu presa a colpi di bastoni dai tifosi avversari che, armati di spade, non volevano che l’Italia vincesse altre coppe  e che i calciatori guadagnassero altri denari. Ma donna Rumma riuscì a salvarsi e assicuratasi che non avrebbe ricevuto altri tiri mancini riuscì a entrare nella chiesa di Spinazzola (BA) dove pregò di far vincere gli Europei all’Italia.

    Il Signore le rispose: “Va in pace, anche se i ragazzi sono un po’ acerbi, c’é Locatelli che fa le cose per bene”.

    Io, come sempre, a questa favola ci voglio credere. E voi?

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