A.P.S TARAS 1906, LA VERITA E’ SEMPRE UN’ALTRA…GIOCA PULITO

Sono diventato il signor finalmente. Vi starete chiedendo cosa intendo dire. E’ presto detto. Da quando ho spiattellato la verità, in faccia ai componenti della A.p.s. Taras 1906 (ex fondazione), le persone mi fermano per strada per complimentarsi con me.
“finalmente” mi dicono “ qualcuno che sa far emergere la verità”.

Avevo anticipato che sarei ritornato sull’argomento.

Faccio chiarezza. Termina il primo anno di gestione della nuova società costituita. Quella nata dalle ceneri del fallimento D’Addario. Quella con Pettinicchio allenatore. L’ala moderata del club, composta da validi imprenditori del territorio tra i quali Gianni Graniglia, memore di negative esperienze passate, elabora un progetto a medio/lungo termine che viene portato in consiglio d’amministrazione. Un piano industriale a costi contenuti che prevede una crescita graduale del club. Per investimenti finanziari e risultati sportivi. Il così detto passo secondo la gamba.
Un progetto che prevede la meritata conferma di Pettinicchio. Il settore giovanile sarebbe girato in affidamento alla Asd Giovani Cryos (una delle migliori e più apprezzate scuole calcio del territorio ionico) che si farebbe anche carico di tutti i costi di gestione.
E’ l’anno dell’avvento di Petrelli. Dei suoi progetti fantasmagorici. Dello sperpero di idee e di denaro. Rappresenterà l’inizio delle stagioni tribolate. E dei debiti.

Premesso che i rappresentanti della fondazione (ora aps Taras 1906) avevano dichiarato che non si sarebbero mai intromessi nelle scelte societarie.Sapete come andò a finire?

I rappresentanti della fondazione (che recentemente ha cambiato denominazione in aps Taras 1906) si misero invece di traverso. Perché? Volevano gestire loro il settore giovanile. E ci riuscirono. Per convincere Petrelli a farselo affidare tradirono la causa (nel corso di un Consiglio d’Amministrazione tenutosi a città vecchia). Votarono il progetto di Petrelli. Ottennero così il loro scopo. Si crearono tensioni. Ci furono dimissioni tra i soci dirigenti.

A pettinare le bambole con Petrelli rimasero soltanto Nardoni e la fondazione (ora aps Taras 1906). Pettinicchio fu esonerato. De Solda venne nominato direttore sportivo. Fu l’avvio di un nuovo sfascio e dell’accumulo dei debiti. L’interesse personale fu anteposto a quello del club.

Un altro esempio? Campitiello, all’inizio della stagione sportiva 2015/16, aveva deciso di rilevare la Cavese. Fu gioco forza, per lui, privarsi del Taranto. Le quote sociali vennero girate alla fondazione (sempre minuscolo) al valore nominale di un euro.

Il 29 luglio 2015 (con atto notarile dottor Maurizo Monti) il 90% del capitale sociale veniva ceduto (sempre a costo nominale di 1 euro) alla coppia Zelatore Bongiovanni. Tra le varie clausole, all’articolo due di tale atto, si dichiarava “lo stesso venditore terrà solidamente indenne e risarcirà gli acquirenti con riguardo all’intero importo di qualunque debito, perdita, danno che non sarebbe stato sofferto se le dichiarazioni, garanzie ed affermazioni rese dal venditore agli acquirenti con il presente atto non vere, complete ed accurate” (vedi qui sotto).

Il 15 giugno 2017 lo studio legale avvocato Fabio Fistetto, su mandato della coppia Zelatore Bongiovanni, diffida la fondazione (ora aps Taras 1906), in funzione di quanto in atto di cessione sottoscritto, a risarcire la somma di euro 36.118,47 (vedi qui sopra), oltre interessi. E’ stata accertata la sussistenza di ulteriori debiti relativi alla stagione 2014/15 per quell’importo.
Campitiello, da parte sua, non ne vuol sapere. Sostiene di aver onorato tutti i suoi impegni e, per di più, di aver regalato la società. I rappresentanti della fondazione (ora aps Taras 1906), in torto evidente, sostengono che nulla è dovuto. Certamente un bel papocchio. Resta il fatto che di conseguenza si è aperto un contenzioso legale, finito in Tribunale. Che il comportamento dei rappresentanti della fondazione è stato quanto meno ambiguo e poco trasparente.

Non interessa l’origine del contendere e/o la fine fatta da quel denaro. Fattacci loro. Ma che grande confusione. Emerge la realtà di una gestione amministrativa raffazzonata. Una carenza totale di collaborazione tra le componenti societarie. Viene tradito lo spirito che anima da sempre il trust dei tifosi. Per la fondazione (ora aps Taras 1906) che ha fatto dell’etica il suo cavallo di battaglia, pontificando il mondo sulle proprie qualità comportamentali, una caduta d’immagine ed una povertà intellettuale macroscopica. Un colpo inferto alla loro credibilità. Sporcizia nascosta sotto il tappeto.

Conti che non tornano. Nessuna collaborazione. Verifiche contabili fantasma. Evidenziando che rappresentanti della fondazione (ora aps Taras 1906) facevano allora parte del Cda. Che la stessa fondazione (ora aps Taras 1906), per statuto, era l’organo di controllo. Rimane da comprendere di cosa, visti i pessimi risultati.

Che dire quindi della fondazione (ora aps Taras 1906)? I paladini del nulla.

I rapporti con la Raffo. Quali reconditi motivi aveva la fondazione (ora aps Taras 1906) di tenere gelosamente riservati a se stessa, per un lungo periodo, i contatti con l’azienda sponsor?

Il Logo del Taranto. Dopo un sondaggio con i tifosi la fondazione ne registra uno nuovo e se ne conserva  tuttora i diritti. Giove ne ha soltanto l’uso. Voci di corridoio raccontano che lo stesso starebbe meditando di elaborarne uno nuovo, non trascurando, al proposito, validi motivi scaramantici.

Gioca pulito è uno dei motti più ricorrenti del trust di tifosi. A livello mondiale. A Taranto è però di impossibile attuazione. Sfugge tutto. Quanti sono effettivamente e quanti quelli in regola con il tesseramento. Quanti abbonamenti hanno sottoscritto negli ultimi due anni. Quale il progetto di sostegno elaborato in favore della società. Con quali tempi e con quali metodi sarebbe attuabile. Quale il tipo di collaborazione?

Fondazione prima ed aps Taras nel presente, non sono mai stati trasparenti nelle loro azioni. Pretendono però che lo siano gli altri. Quanta presunzione!

E allora un consiglio. Gioca pulito! I calci dalli al pallone.