GIRONE H. IL GRAVINA NEL SEGNO DI SANTORO, FOGGIA CAPOLISTA, ACCORCIA IL CERIGNOLA

Girone H. Si impantana, in tutti i sensi, il Taranto allo Iacovone. Era una giornata da allerta arancione, i fatti lo hanno tramutato in profondo rosso. Il calcio è fatto di episodi. Quelli odierni sono stati tutti contrari ai rossoblu. Nel primo tempo, quando le condizioni del terreno permettevano ancora di giocare, il Taranto si è anche ben espresso, ma complice anche un fastidioso vento contrario, è andato sotto, soffrendo maledettamente a centro campo, nell’unico tiro in porta effettuato dal Gravina.

L’episodio chiave della partita sta nel rigore, maldestramente fallito da Genchi (…poco altruista?), dopo appena una manciata di minuti dalla ripresa del gioco. Il gol avrebbe certamente indirizzato in maniera totalmente diversa la contesa. Ma i condizionali, i se ed i ma lasciano spazio soltanto a parlare del sesso degli angeli. Poi un paio di errori madornali della difesa e le peggiorate condizioni del manto erboso hanno fatto il resto. Il tutto accompagnato da una reazione maldestra, confusa e con un reparto difensivo stranamente distratto.
Il Gravina ha meritato la vittoria.

Domenico Santoro, con le sue scorribande negli spazi, ha messo, da solo, in grandi difficoltà la difesa avversaria. Da un lato il Taranto, con il passare dei minuti sempre più arruffone, dall’altro il Gravina sempre più padrone assoluto del campo.


Il tre a zero finale configura una punizione troppo severa, per i padroni di casa, ma il Gravina, bisogna ammetterlo, ha meritato ampiamente la vittoria.
In attesa di conoscere il risultato del recupero di mercoledì prossimo, tra Bitonto e Grumentum, il Foggia si prende la vetta. Ninni Corda avrà pure mille difetti (come dicono gli addetti), ma i risultati gli danno tremendamente ragione. Una squadra che, a giudizio unanime, non ha i connotati per vincere il campionato, ma che ha perso due sole partite (il Taranto ne ha perse 5 come il Cerignola). L’unica del girone a rispettare la media inglese.

Vincono di larga misura Casarano e Andria (sarà vera gloria?). Bitetto si riavvicina alla zona nobile della graduatoria. Brindisi ancora sconfitto in casa non trae ancora beneficio dal cambio dell’allenatore. Ciullo incontra più difficoltà di quelle preventivate.

Enzo Maiuri  ed i ragazzi del Sorrento impongono il pareggio al Bitonto. Al Sorrento viene annullato, per fuorigioco, un gol regolarissimo. Il filmati dimostrano la posizione regolare dell’autore della rete dei padroni di casa.

Cerignola vince a fatica sul Fasano. La vittoria porta però la squadra di Feola a tre soli punti dalla zona play. Rodriguez pone un altro suo timbro sul risultato. La vetta ora, dagli undici punti di alcune settimane orsono, dista soltanto sette lunghezze. Attenzione, come ho già scritto, il potenziale tecnico dei gialloblu dauni è tale che ci si può attendere di tutto.

A conferma di un girone strampalato, nel quale può appunto accadere di tutto e di più, fa sensazione il tre a zero rifilato dal Nardò (desolatamente ultimo) a Gelbison. I campani totalmente ridimensionati, voto zero in attacco, non sono più la difesa meno perforata del campionato.

La stagione è entrata nel vivo. Tutti allora con gli occhi puntati su domenica prossima.

Bitonto – Foggia e Fasano – Taranto. Scontri al vertice per stabilire chi merita il primato. Fasano per la gloria. Taranto obbligato a vincere per evitare di confondersi tra le inseguitrici. Sulla carta sembra un turno favorevole a Cerignola che si recherà a casa del fanalino di coda Agropoli. Per una partita contro un avversario non trascendentale che offre alla squadra allenata da Vincenzo Feola la possibilità di accorciare ancor più le distanze.

Poi tutti con la mente rivolta al mercato di riparazione. Come in ogni stagione sportiva segnerà l’inizio simbolico di un altro campionato. Non è concesso a nessuno di sbagliare.

Nella foto di copertina un esultante Domenico Santoro

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