Londrosi: Lega Pro, un calcio in culo alla dignità di un intero movimento

Pubblico, con condivisione totale nei contenuti e nei concetti, la lettera che mi ha inviato in nottata Massimo Londrosi. La Lega Pro, come anche io sostengo da tempo, è come una nave che sta andando alla deriva con sul ponte di comando un ufficiale che non sa governarla. Ieri a Cuneo se n’è avuta l’ennesima dimostrazione. Il calcio italiano, tutto il calcio italiano, ha fatto l’ennesima pessima figura. Non vorrei che ci si stesse facendo assuefazione. Sono coinvolti tutti. Occorre pertanto fare una virata a 360 gradi. E’ giunto il momento, per tutti i presidenti di Lega Pro, di una approfondita riflessione. A breve ci si potrebbe schiantare. In questo modo non si può più andare avanti ed in questi casi, come correttamente sostiene Massimo Londrosi: per forza si “cambia”.

“Caro Vittorio,

spesso da queste pagine non hai lesinato critiche a chi governa il calcio, persone che un tempo, quando non lo governavano e si trovavano sul fronte opposto alla tolda di comando, criticavano i vertici e promettevano di cambiare in meglio le cose. Pur essendo un tuo lettore non occasionale e conoscendo bene il tuo stile ed il lessico che prediligi, non so davvero come potrai nelle prossime ore descrivere la sensazione di disgusto, di vergogna, di obbrobrio che coglie qualunque sportivo, calciatore,dirigente,tecnico o addetto ai lavori che sia, di fronte alla schifezza andata in scena domenica a Cuneo.

Non si ricorda a memoria d’uomo una simile scempiaggine, un calcio in culo alla dignità di un intero movimento, una solenne presa in giro perpetrata ai danni di società virtuose, di presidenti solvibili, di tifosi che ancora credono nei valori dello sport e di una sana competizione agonistica. Qui, caro Vittorio, non va solo radiato il Pro Piacenza, non va solo inibito e sanzionato e cacciato dal calcio come merita il principale protagonista di questo film dell’orrore sportivo, Maurizio Pannella; non vanno squalificati e indicati al pubblico ludibrio (come meritano) coloro che hanno partecipato a questa ignobile messinscena, questi ragazzi senza dignità che si sono prestati a farsi sconfiggere 20 a 0 giocando in sette per tenere in piedi la baracca di un visionario indagato dalla Procura della Repubblica di Piacenza per truffa, appropriazione indebita e false fatturazioni; non basta dolersi con questi genitori che non hanno compreso quale ignominiosa parte avrebbero svolto nella vicenda i loro figli. Qui vanno azzerati i vertici della Lega Calcio Professionistico, la serie C, che non sono stati in grado di evitare questa cosa per la quale la serie C è piombata sulle principali pagine dei quotidiani e dei siti nazionali e non solo (ne hanno parlato anche radio e tv) subendo un danno d’immagine, di credibilità e di reputazione senza pari.

Questi vertici spocchiosi, col sorriso perennemente sulle labbra che talvolta sembra un ghigno, con l’abitudine di tranquillizzare a parole (ma senza riscontro nei fatti) tutti coloro che osano far presente qualcosa che non va, che mandano emoticon di manine salutanti tutte le volte che qualcuno osa criticarli perchè sta per scoppiare un casino formulando a chi disturba la manovra i migliori auguri per un radioso futuro (a me è capitato questo!) devono andarsene.

Prima però dovrebbero dare qualche spiegazione: ad esempio, tra le tante, perchè hanno omesso di controllare l’onorabilità e la solvibilità di chi acquisisce le società come prescritto da normativa federale del 2015? Perchè non hanno escusso le fidejussioni Finworld, che avrà pure emesso fidejussioni senza averne l’autorizzazione, ma è una società di capitali che ha garantito come terzo e qualche capitale appunto ce l’ha? Perchè hanno impugnato a suo tempo la questione Messina/Vibonese creando quindi una situazione che alla fine li inghiottirà e li manderà a schiantare e che costituisce il vero motivo per cui non si può sbattere fuori dal campionato una società priva di fidejussione idonea?

Basta leggere la decisione della Corte a questo proposito, cristallina e clamorosa. Perchè Matera e Pro Piacenza sono state trattate diversamente tra loro? Perchè i vertici della Lega Pro non hanno chiesto alla Figc di applicare il comma 4 c) e d) dell’art. 16 delle Noif e procedere alla revoca dell’affiliazione del Pro Piacenza per reiterata morosità nei confronti di enti federali, società affiliate e soprattutto tesserati? O forse non basta omettere di pagare gli stipendi di settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaio e ad questo punto anche febbraio ed i relativi contributi per considerare reiterata la morosità del Pro Piacenza? Non avevano detto “ mai più casi Modena!” questi che tacciano noi che protestiamo per quello che non va dicendo che non conosciamo le regole ? Noi non conosciamo le regole?? Questo è ben peggio del caso Modena. Perchè ha travolto l’intero movimento, ha messo a nudo l’incapacità, l’inadeguatezza, l’impreparazione di chi dovrebbe dirigerlo, perchè alla fine è passata l’idea che si può fare tutto, anche il peggio, si può non pagare gli stipendi, non versare i contributi, non pagare i dipendenti, non pagare i fornitori, incassare comunque i “proventi federali” e presentarsi in sette a Cuneo, cinque più il portiere più il massaggiatore che però deve giocare. Senza allenatore, senza staff medico, chissà se con le visite mediche fatte, con le maglie con i numeri attaccati con lo scotch.

Una figuraccia di portata mondiale.

Ecco, Vittorio, mi chiedo quali parole potrai usare per definire il comportamento del presidente Francesco Ghirelli: personalmente ho provato una delle più grandi delusioni che si possa immaginare quando si ritiene di aver conosciuto un uomo tutto d’un pezzo e che invece alla fine ha le colpe più gravi in tutta questa situazione. Perchè non ha fatto nulla per evitare che le cose precipitassero e puoi credermi se te lo dico. Parlo per esperienza diretta e documentata. Nemmeno si sarebbe arrivati a quanto accaduto oggi se si fosse imposto su Pannella (“o paghi o sei fuori”), ma visto che a tanto si è giunti, dov’era oggi il presidente della Serie C?

E’ da giovedì sera che giornali e mezzi di informazione scrivono di giocatori tesserati irregolarmente, della possibilità di andare a giocare in tredici, anzi in undici, anzi no, in sette, e il presidente di Lega, il capo della Serie C, sta a casa e non va a vedere cosa succede là dove stanno per far deflagrare una bomba gigantesca sul suo campionato e nella sua Lega? Non prende cappotto e cappello con i suoi avvocati (ci sono più avvocati in Lega che in un’aula di tribunale il giorno dell’udienza…) e non va a controllare che i giocatori che si presentano siano tesserati? Che ci sia un dirigente accompagnatore? Che ci sia un allenatore? Lui che è prodigo di visite a destra e a manca (là dove le cose vanno bene però, dove si può fare passerella e postare sul proprio profilo Facebook foto con presidenti, giocatori ecc.), oggi doveva essere a Cuneo a rappresentare la Lega e quei presidenti perbene che lo hanno eletto confidando in capacità che purtroppo però dimostra di non avere. Avrebbe dovuto parlare a quei sette ragazzi chiedendo loro se davvero si rendevano conto di cosa stavano per fare, di che cosa si sarebbero resi complici e partecipi.

Ma, si sa, il coraggio, uno non se lo può dare. Il coraggio però lo possono trovare almeno dodici presidenti, dodici imprenditori che abbiano voglia di mettere fine a questa pantomima, dodici persone che abbiano compreso quanto falsato sia questo campionato e che vogliano vederci chiaro. C’è bisogno di convocare un’assemblea, caro Vittorio, perchè così non si può più andare avanti.

E quando non si può più andare avanti, per forza si cambia”.