Giorgio Grassi portavoce di un progetto migliore in Lega Pro

Da Rimini parte la rivoluzione. Giorgio Grassi patron della squadra locale e da pochi mesi anche ufficialmente presidente della stessa, ha deciso. Autoconvocazione a Roma per il 12 gennaio 2019 della società di terza serie, quelle meritevoli, che hanno a cuore le sorti del campionato di terza serie e dei propri club.

Grassi “il ribelle” tutto sommato rivendica, assieme ad altri “leader pallonari”, condizioni che dovrebbero essere la normalità in un calcio cosidetto normale. Quella presunta vita di tutti i giorni, che non avrebbe nessun bisogno di rivoluzioni, per essere attuata e stabilmente esistente senza patemi. Invece all’interno di un pianeta che fa acqua da tutte le parti e rischia di implodere, come sottolineato anche dalla nostra testata qualche giorno or sono, https://graffisulpallone.com/format-le-penalizzazioni-le-societa- fantasma-lassenza-di-fidejussioni-valide-tutto-va-ben-madama-la-marchesa, sarà necessario mettersi di traverso per ottenere giustizia.

Troppe società già saltate per aria in C già a novembre, troppe fatti e cose non rilevati dalla Covisoc da Agosto a Natale, che attualmente stanno falsando oltre il necessario il campionato nei tre gironi. Poi l’attuale vertice Ghirelli – Capotondi. Entrambi a spasso per l’Italia a parlare pressochè del nulla (li ho visti a Riccione…..sembrava un tour per la presentazione di non si sa bene cosa..). Il primo, il “reuccio” ancora non ha proposto una riforma e un riformista che la sappia scrivere dallo scorso autunno, navigando a vista tra una città e l’altra tra sorrisi e promesse vane. La seconda, la bella Capotondi, utilizzando i media per disquisire su tematiche che nulla, ma proprio nulla, hanno a che fare con il precipitare verso il baratro dell’azienda serie C che sta, da vice comandante, gestendo.

Il vero problema non sembrano essere i punti di penalizzazione già elargiti a trequarti dei club della C, le svendite delle società ad 1 ero e chi più né ha ne metta. Qui per Ghirelli, il vero problema è ottenere quante più promozioni possibili la prossima stagione, sapere che in pochi retrocederanno dalla C….e così via. Ma a quale proposito??? Dato che le società sono tutte molto sotto al limite della sopravvivenza e anche i neonati club virtuosi (come il Rimini FC) non potranno mai permettersi a lungo la sostenibilità di costi abnormi per un campionato che da poco e niente???

E i paesini dai quali provengono le vincenti del CND…Impossibile che riescano a passare da poco più di 20.000 euro di iscrizione…a oltre un milione di esborsi economici….solo per salire di categoria…con poco o niente di mutualità. Lasciando perdere e non analizzando tutto il resto delle gestione corrente di una stagione agonistica. Sono comunque molto, ma tanto curioso, di verificare quanti rivoluzionari aderiranno all’invito di Giorgio Grassi tra qualche giorno a Roma…città giusta per fare lotte intestine, vedi Bruto & Giulio Cesare.

La storia insegna che le rivoluzioni si fanno sempre tra lacrime e sangue. Non mi è chiaro ora in quanti avranno veramente il coraggio di mettersi, di intralciare la strada al neonato consiglio federale tra qualche ora, (22 ottobre elezione Gravina con il 92,7 per cento devi voti della stessa assemblea). La boutade Grassiana che la serie C possa ricorrere all’UEFA per vedersi accreditato qualche riforma e qualche mutuo diritto assistenziale in più….mi lascia perplesso.
In questo momento l’UEFA ha tante di quelle beghe da risolvere in alto, che non penso neppure lontanamente possa occuparsi, celermente, dei “casini” della serie C italiana. Ma per far rumore, uscire sui giornali, web e televisione, in tempo di guerra dichiarata, tutto fa brodo….

Del resto l’Inghilterra allo stremo, vicina alla sconfitta interna, nel secondo conflitto mondiale, sbaragliò il campo quando Winston Churchill convinse gli alleati americani a farsi dare una mano…. Altrimenti sarebbe finita male. Molto male. Chissà…che pure in questo caso il “piccolo” remigino Giorgio da Rimini non riesca magari a farcela, innescando un inusuale processo di “reazione a catena” capace di fare saltare per aria un malconcio banco. E non solo per dare soddisfazione ai presidenti virtuosi. A quelle persone che oltre a fare un calcio perbene riescono a pagare giocatori e contributi nei tempi tecnici, attenendosi alle regole imposte dal governo del pallone. Sarebbe un passo in avanti che evidenzierebbe al sistema malato che volendo si “può fare”e che qualcosa si sta muovendo. La strada delle cosidettà poca legalità è stata tanto lunga. Ormai sono 20 anni che questo andazzo è presente tra serie C e serie B, senza che venga smantellato; con squadre, giocatori, dipendenti, direttori che a un certo mese dell’anno si ritrovano che non hanno da mangiare. La rivoluzione sarà, almeno temiamo, lunga. Con amici e alleati da una parte che faranno il salto dal lato opposto del bancone ben farciti di promesse. Con presidenti fratelli che prima lotteranno insieme, quindi si sfideranno a duello. Perché alla fine non sarà in ballo solo la solita lotta tra il bene e il male….ma tra il bene, il male e il…..potere. Non vorrei essere nei panni di Grassi e dei rivoluzionari. Ma provarci è doveroso e necessario….altrimenti la fine è vicina!!! Non mi resta che augurare……Buona rivoluzione a tutti!!

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